Secondo una ricerca condotta da Accenture, in occasione del World Economic Forum di Davos, l’ottimizzazione delle competenze e delle tecnologie digitali potrebbe generare 2 trilioni di dollari di produzione economica globale in più entro il 2020.

In particolare, la ricerca sostiene che per innalzare il tasso di crescita di un Paese è fondamentale puntare su quello che la stessa Accenture definisce Indice di densità digitale, ovvero al grado di penetrazione del digitale nelle imprese e nell’economia di un Paese.
Questo include:

  • Competenze e tecnologie digitali
  • Semplicità di accesso ai finanziamenti
  • Grado di apertura del contesto normativo
  • Altri fattori abilitanti generali

L’Italia è tra le favorite in quest’ambito, posizionandosi ai primi posti in termini di digitalizzazione economica, dopo Stati Uniti, Regno Unito e Australia. La dimensione dell’economia digitale non è però garanzia di crescita. Non bastano soli investimenti digitali, serve una trasformazione organizzativa e culturale più ampia.

Come sostiene Mark Knickrehm, Group Chief Executive di Accenture Strategy: “Le organizzazioni hanno bisogno di un’azione decisa che reindirizzi talento e tecnologie digitali verso la creazione di nuovi modelli di business, piuttosto che di efficienze. Questo richiede non solo maggiori investimenti digitali, ma anche una più ampia trasformazione organizzativa e culturale per ottenere il massimo dei ritorni”.

Oltre ad un investimento in termini digitali quindi, ciascuna azienda dovrebbe riflettere sull’attuazione di un investimento di tipo organizzativo altrettanto importante (più che in termini economici, in termini strategici).
Questo può significare l’abbandono della classica struttura gerarchica di tipo piramidale per avvicinarsi a modelli organizzativi Agili di tipo interfunzionale. Tali metodologie agili prevedono la formazione di gruppi strutturati in base alle operazioni, autonomi di decidere come arrivare a raggiungere gli obiettivi prefissati.
L’importante è che le operazioni messe in atto da ciascun gruppo prevedano lo spezzettamento dei compiti in porzioni incrementali e che non richiedano pianificazioni a lungo termine.
Un progetto complesso richiede la presenza di più coordinatori: uno per i diversi gruppi (composti al massimo da 7-8 persone ciascuno) che definisca le priorità e uno all’interno di ciascun gruppo che assista il team sulla risposta agli obiettivi di business.

Abbiamo parlato di Metodologie Agili durante il nostro ultimo Aperitivo Innovativo di Dicembre. Compila il form e scarica le slide se vuoi approfondire l’argomento!
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