In questo periodo si fa un gran parlare di Internet delle cose ( Internet of Things ), Smart Cities, Tecnologie indossabili ( wearable ) e Mobile App interattive. Cosa hanno in comune queste parole d’ordine? La generazione e condivisione di dati dall’interazione tra device, persone e ambienti, per esempio.
Sul fatto che le imprese abbiano interesse a essere protagoniste di questo flusso non ci sono molti dubbi ed è anche vero che guardano ad esso come a qualcosa di futuribile piuttosto che a qualcosa che è già nell’ordine delle cose.
Non si può dar loro torto visto che molte, forse troppe aziende non hanno ancora iniziato o completato il processo di fondazione delle “basi” di questo loro futuro.
Esiste una “base” che possa avere intrinseca la solidità e al contempo la capacità di trasformazione e adattamento richiesta da questo mondo in continuo e rapidissimo mutamento?
Sì e si chiama Cloud Computing, probabilmente la decisione più strategica che dirigenti e responsabili ICT si troveranno ad affrontare a breve per le ricadute che essa avrà nei prossimi anni in termini di competitività, capacità di reazione e conto economico .Infatti un’architettura informatica cloud opportunamente progettata è in grado di fornire importanti vantaggi strategici al business liberando e reindirizzando risorse dall’’attività corrente a azioni ad alto tasso d’innovazione. Di questo e di casi esemplificativi reali si parlerà il prossimo 10 Aprile a Padova durante l’Amazon Web Services Roadshow organizzato in collaborazione con zero12 .
In un recente report, Gartner rivela che se nel 2013 solamente il 10% delle aziende globalizzate utilizza strutture scalabili, entro il 2017 questo numero si incrementerà del 40%. La motivazione di questa crescita è legata alla necessità di queste tecnologie di disporre di un base, il Cloud Computing, scalabile in grado di:
  • Garantire spazio di storage nel momento in cui viene richiesto; non ci devono essere tempi di attesa perchè questo venga installato, configurato ed usufruito dal sistema.
  • Garantire risorse computazionali in caso di necessità per l’elaborazione dei dati in tempo reale.
  • Liberare risorse computazioniali nel caso in cui non siano più necessarie.
  • Avere elasticità nel supportare cambiamenti strategici delle aziende che devono sentirsi ed essere libere di stravolgere in modo semplice ed agile i loro processi di business ed essere supportati dalla tecnologia in cambiamenti veloci.

Oltre alla scalabilità, un’architettura cloud deve offrire altre caratteristiche, rispetto alle soluzioni tradizionali on-premises o in hosting, come:

  • La programmabilità: ovvero ogni sua funzione deve poter essere richiamata dai linguaggi di programmazione per una completa integrazione tra software applicativo ed architettura in modo tale da sfruttare le potenzialità dell’architettura evitando ai programmatori di re-inventare funzioni già esistenti.
  • Il Pay per Use: deve avere un costo proporzionale alle risorse realmente impiegate per soddisfare le esigenze aziendali evitando sprechi.
  • L’utilizzo di standard aperti: ovvero protocolli e formati diffusi e riconosciuti come “must” dalle community di sviluppatori così da favorire possibili integrazione con le varie soluzioni presenti sul mercato.
  • La portabilità dei servizi: ovvero la possibilità di migrare soluzioni software e servizi da un sistema cloud ad un altro.
“Come sempre naturalmente l’introduzione di tecnologie avulsa da un cambio di passo mentale, da una visione più ampia, non produce gli effetti attesi. Nella mia attività di confronto continuo con i decisori aziendali, mi trovo spesso a consigliare due approcci a due livelli diversi ma complementari: uno dedicato più direttamente all’area IT e l’altro a livello organizzativo più generale. Nel primo caso si tratta di accompagnare il percorso verso l’architettura cloud, con quello del “design per operazioni” basato sulla metodologia detta DevOps.
DevOps aiuta infatti l’organizzazione IT nell’adozione di processi agili per un rilascio veloce e rapido di servizi informatici laddove sia data l’infrastruttura cloud abilitante. Più in generale poi l’azienda dovrebbe “aprirsi” alla creazione di progetti gestiti in modo esteso e trasversale, esercitare un elevato tasso di collaborazione e comunicazione interna per avere come obiettivo la generazione e lo scambio di informazioni multicanale col proprio target, B2b o B2c che sia, e seguire, anzi anticipare possibilmente, i trends per essere sempre competitivo, un passo avanti nel proprio mercato di riferimento.” Stefano Dindo – AD Zero12 srl e partner AWS.

 

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zero12 srl, in collaborazione con Amazon Web Services, supporta le aziende dal processo di definizione delle strategie, allo sviluppo di servizi Cloud in grado di rispondere alle esigenze presenti e future monitorando costantemente l’uso delle risorse cloud per applicare le metodologie di riduzione dei costi mantenendo il livello di servizio elevato.
Un approfondimento su come realizzare un’infrastruttura estesa, flessibile e pronta a rispondere alle richieste di mercato, presenti e future, con un’attenzione all’ottimizzazione dei costi, sarà il tema principale del prossimo Amazon Web Services Roadshow che si terrà a Padova il prossimo 10 Aprile organizzato da zero12.
Durante l’evento sarà l’occasione per scoprire come alcune importanti realtà italiane hanno ottenuto importanti benefici dai servizi Cloud sia in termini di ottimizzazione dei processi e servizi aziendali che nella gestione di progetti mirati al fornire servizi alla clientela.

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